Chi siamo? E cos’è Afrologist? Prima le presentazioni:

Il mio nome è Adele, leggo molto. Da un po’ di tempo una flebile vocina nella mia testa mi consiglia di scrivere e avendo passato quasi tutta la mia vita a leggere i grandi classici, i grandi contemporanei e i nuovi talenti, non mi sento molto all’altezza di ciò che la vocina mi consiglia.

Da quasi due anni leggo romanzi di autori provenienti direttamente da uno dei 54 Paesi dell’Africa, di figli delle diaspore africane, di seconde-terze generazioni, dei cosiddetti “Afropolitani” e di coloro che si sentono “locali” in molti luoghi – e solo alcuni di questi si trovano geograficamente in territorio africano – e infine di stranieri che nel continente sono approdati per i motivi più diversi. Più proseguo in questa lista, più mi rendo conto di quanto sia difficile restituire la complessità delle provenienze e delle esistenze di così tanti autori che, ad un certo punto della loro vita, hanno vissuto o sostato in un angolino di questo sconfinato pezzo di mondo che è l’Africa.

Non sono una studiosa della cosiddetta “letteratura africana” i cui confini e definizioni mi risultano talmente sfumati da frammentarsi in tante letterature, e in tante Afriche. Sono una lettrice. E visto che questa vocina nella mia testa non demorde, ci provo.

Veronica

Sono Veronica, leggo -tanto! – e scrivo -forse anche di più- da che ne ho memoria. Sono laureata in Comunicazione Interculturale (cv sociologico) e in Comunicazione, ICT e Media. Le mie più grandi passioni sono la lettura e i viaggi, di cui non ne ho mai abbastanza. Sono appassionata di comunicazione e marketing digitale e tento così di coniugare la mia parte più creativa -quella che scriverebbe di continuo- a quella più analitica -che valuta dati e risultati della comunicazione. Attualmente mi occupo di comunicazione ed eventi in ambito startup e innovazione.

Halima Rouki

Mi chiamo Halima, ho 24 anni e sono di origine marocchina. A due anni, grazie a un ricongiungimento familiare, mi sono ritrovata in Italia, in particolare in provincia di Cuneo, dove sono cresciuta e dove vivo tutt’ora. Sono laureata in comunicazione interculturale e attualmente studio sociologia, inoltre mi occupo di rifugiati in un centro di accoglienza.

Fare da ponte, non solo tra le mie due culture, ma anche tra la cultura italiana ed altre, ha sempre fatto parte della mia quotidianità. Crescendo e poi formandomi nell’ambito della migrazione; anche a livello professionale, ho avuto modo di mettere in gioco non solo le mie competenze, ma anche la mia doppia identità ha avuto un ruolo particolarmente importante specialmente per risolvere enigmi culturali che a me appaiono scontati.

Mi piace tanto leggere, confrontarmi, conoscere ed approfondire, ma altrettanto mi piace far conoscere l’altra mia metà, o meglio l’altra parte di me, la mia cultura marocchina che va a braccetto con quella italiana, condividendo e talvolta no certe usanze di una o dell’altra.

Spero di poter trasmettervi diversi contenuti che in qualche modo spiegano cosa voglia dire vivere in bilico tra due mondi che sembrano paralleli, ma che seppur – talvolta – con difficoltà, si intrecciano armoniosamente!

Eleonora Salvatore

Mi chiamo Eleonora, adoro i cruciverba, i puzzle ed i mosaici. Studio Relazioni Internazionali ma alle questioni di geopolitica preferisco il variegato universo delle letterature africane ed afro-diasporiche. Dopo aver letto L’ibisco viola ho intrapreso questo viaggio letterario che mi ha portato in Africa e fuori dai confini geografici dell’Africa stessa. Mi piacerebbe realizzare un reportage sulle “black sonorities“, le pratiche musicali delle comunità africane che abitano nella mia città, Napoli.

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Afrologist è questo: un esperimento personale e una cura. In un momento storico nel quale in Italia la narrazione delle molteplici “Afriche” è ridotta più che mai a brandelli e ad un solo immaginario di povertà, epidemie, guerre, migrazioni e colpi di Stato, la realtà variopinta, eterogenea, umoristica, plurale, complessa e quotidiana che emerge dalla letteratura è una delle cure possibili alla dittatura della narrazione unica. Sono loro quindi, le persone reali e i personaggi di finzione, i soli a poter smentire quell’unica voce e ribattere con la loro storia. Afrologist dà loro uno spazio per essere ascoltati dal pubblico italiano, se qualcuno ha la voglia e la pazienza di porgere un orecchio.

Se poi qualcuno comprerà uno dei romanzi di cui parliamo o semplicemente riconoscerà il nome di un autore frugando tra gli scaffali di qualche libreria o biblioteca, Afrologist avrà raggiunto più di quanto ci siamo prefissate.

Per rendere giustizia alle tante voci che ispirano le nostre parole, non mancheranno i riferimenti ad articoli, approfondimenti, film e video (si veda la sezione Le parole degli altri), così che il passaggio da Afrologist non sarà stato del tutto vano.