Con il cuore diramato sopra il cielo di più terre

Zahra o la nostalgia ✏ Mohamed Amine Bour “Asterio”

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CATEGORIE: Libreria  / Poesia

  • Zahra, Afrologist

Zahra o la nostalgia, Mohamed Amine Bour, autopubblicazione, 2020.

Zahra o la nostalgia è una raccolta di poesie autopubblicata (su Amazon, 2020) da Mohamed Amine Bour, poeta di origini marocchine e torinese di adozione. Avendo spesso condiviso le sue poesie attraverso i nostri canali, è probabile che lo conosciate già con il suo nome d’arte “Asterio”, ripreso dal minotauro Asterione del racconto La casa di Asterione della raccolta L’Aleph di Jorge Luis Borges.

I temi sviluppati sono molto variegati, descrivono sentimenti complessi per narrare il legame tra il poeta e sua nonna Zahra, la città d’origine, Casablanca, e diverse vicissitudini d’infanzia; un’infanzia alla quale è ancora molto legato nonostante la lontananza fisica dalle persone che la popolavano.

Non è facile commentare una raccolta di poesie. Ogni poesia tocca ciascun lettore in maniera differente, rievocando in qualche modo emozioni, riflessioni e ricordi personali, è inevitabile. Queste poche righe sono quindi il frutto del mio personalissimo mondo evocato leggendo l’opera di Asterio, che ringrazio per avermela inviata in anteprima.

L’opera è suddivisa in tre parti: “Cuore diramato”, “Zahra” e “La nostalgia”.

Di “Cuore diramato”, condivido il desiderio e la speranza di essere accolta apertamente da una terra. Mi tocca di conseguenza il tema della questione identitaria che viene ripreso in diverse poesie. Mi riconosco in chi ha il cuore che «vive in due terre che ugualmente ama», nelle partenze e talvolta nelle fughe dal disordine dell’amara realtà e poi finalmente nella serenità che proviene dal mettere in ordine i pezzi; pezzi che saranno smontati nuovamente per poi finalmente riacquisire un nuovo equilibrio. Un continuo processo e una continua ricerca.

A chi cerca una terra

Avvolto
dentro una nube di speranza
anch’io desidero una terra
che a braccia spalancate
mi accolga

La seconda parte, centrale, si intitola “Zahra”, figura materna importantissima alla quale viene dedicata l’intera raccolta. Zahra viene lodata e ricordata, a volte con serenità, a volte con nostalgia e talvolta con rabbia perché se ne andò lasciando nel cuore del poeta un silenzio incolmabile, ma nello stesso tempo divenne un ottimo interlocutore e un faro di luce in diversi momenti della sua vita. Asterio porta il lettore ad immaginarsela, ad avercela lì in mente, a toccarla, quasi a conoscerla. Zahra è amata da lontano e da vicino, è tra i pensieri dell’autore sia in Italia, sia nella città natale. La sua immensa bellezza è ricercata tra le stelle, che vengono contemplate in diverse poesie, e non solo.

Stella d’infanzia

Passano le notti e tu non brilli
o stella intravista nei sogni d’infanzia.
L’opaco dei tuoi capelli di rubino
rassomiglia alle nostre piccole vite.

Cammini sulla brezza di giardini senza fiori
incolori come le lacrime che versi
rimembrando tuo padre.

Ma passano le notti e tu non brilli.
La mia anima traboccante di speranza
ed ansiosa della tua folle luce
s’insinua fra le mie tremule ginocchia
e non cammina.

L’ignoto firmamento per noi decise
per noi che non più come prima
camminammo cavalcando il carro d’oro
dell’aurora.

Così vollero le nostre notti insonni
che passano quasi immobili dinanzi a noi
e dinanzi a me tu più non brilli
o stella intravista nei sogni d’infanzia.

Ed infine, nell’ultima parte intitolata “La nostalgia”, il poeta ricorda ciò che ha vissuto nella sua città natale, Casablanca. Ricordi intrecciati a dolori e ad un senso di solitudine e smarrimento che Asterio cerca di colmare interloquendo con la nonna.

Pomeriggi

L’imam ha da poco annunciato calmo
la fine della preghiera pomeridiana:
che la pace sia su di voi!

I fedeli come inseguiti da cani affamati
s’affrettano alle loro vite:
che la pace sia su di voi!

Radunati poco lontano nel parco
gruppi di donne coi propri bambini
attorno a venditrici di gioielli gitane.

Tra venditori ambulanti di pop-corn e ghiaccioli
una fanciulla barcolla da un gruppo all’altro
dipingendo quadri d’henné sulle mani
delle coetanee.

La lettura di Zahra o la nostalgia mi ha portata a riflettere e a pensare al mio paese natale, alla mia di nonna, al poco tempo passato in sua compagnia, all’amore che nutre nei miei confronti, a tutte le volte che la saluto e alle sue lacrime che asciugo dolcemente promettendole di vederla l’anno successivo, ai suoi profumati abbracci. Nostalgica di tutto ciò, di un affetto portante, ho anche assaporato l’atmosfera marocchina descritta in alcuni versi.

Anche se, nel mio caso, a differenza di Asterio che ha vissuto l’intera infanzia nella città natale, ho avuto modo di conoscere ben poco il mio paesino d’origine, Ben Ahmed, poiché le mie visite sono sempre state concentrate a due settimane fino a un massimo di un mese all’anno oppure ogni due. Eppure, il legame che ho costruito con le mie radici in questi anni è forte, nonostante il fatto che dal punto di vista mentale mi rendo conto di essere spesso lontana dalla società marocchina.

Le poesie di Asterio mi hanno fatta sentire meno “sola”: qualcun altro condivide un’esperienza simile alla mia nel vivere tra due culture e due Paesi diversi, e ad avere il “Cuore diramato” tra ricordi, nostalgia, riflessioni di chi vive qui e là. Grazie quindi di questo dono.

Per approfondire il lavoro del poeta, visitate il suo blog.✎

Introduzione

Zahra, Afrologist

«Zahra o la nostalgia è una raccolta di poesie concepite tra il tramonto e l’alba, durante la notte, al compimento delle esperienze quotidiane, per sfuggire la frenesia della città e contemplare il cielo, per sfuggire il troppo e cercare la semplicità.
Sono nate per cantare Zahra, la quale con il passare del tempo è diventata presenza, spirito, voce, la terra natale, Casablanca, le sue strade e le sue moschee.
Le poesie qui riunite sono un tentativo di comprensione della realtà, non sono nate per raccontarla, ma per prendere una pausa da essa. Si allontanano dal reale per poterlo abbracciare.»

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