L’Empatia perduta

La Diavolessa ✏ Marie NDiaye

/di

CATEGORIE: Bambini  / La mia libreria

  • diavolessa

La Diavolessa, Marie NDiaye, Mondadori, 2002, traduzione dal francese di Francesca Lazzarato, illustrazioni di Fabian Negrin.

Una diavolessa si aggira nella notte di casa in casa in cerca del suo bambino perduto. Ha un viso piacevole, la pelle scura e gli occhi lucenti. Chiunque apra alla porta si commuove guardandola, finché, volgendo gli occhi ai piedi, scopre che la diavolessa ha invece un paio di zoccoli neri, con una fossetta nel mezzo, come di capra. Alla scoperta, tutti si ritraggono in casa, impauriti e non curanti delle richieste di questa madre che va in cerca del figlio.

Il lettore scopre poi la tenerezza dei ricordi della loro vita insieme, madre e figlio, in una casa accogliente e del rumore dei suoi precedenti piedi umani sulla terra umida. Siamo in una regione calda, non ben specificata, quindi si sta scalzi. Tutto ciò che era la sua vita, tutto ciò che ricorda, il bambino, la casa, sono però spariti, nello stesso istante, lasciandola sgomenta, preda dell’angoscia.

«La diavolessa non sapeva più come.
Era semplicemente successo.»

La fiaba prosegue e ha poi una finale inaspettato, che mi trattengo dal rivelare, e inonda di dolcezza chi legge trascinandolo a fianco della diavolessa, lì, tra le chiazze di colore e le forme che si stagliano sulla pagina come ritagliate da un bambino intento a costruire un collage.

Empatia è la parola che riassume tutto: l’antidoto alla paura del diverso, al sospetto che prevalica l’istinto al soccorso, all’indifferenza e all’esclusione dei vulnerabili. Vi suona familiare? Per la sua semplicità e nitidezza, questa fiaba vale la pena di essere letta e riletta.

Per la scrittrice Marie NDiaye, nata in Francia da padre senegalese e madre francese nel 1967, La diavolessa è stato il primo libro per bambini. Fervente romanziera sin dall’età di 18 anni, ha vinto il Prix Goncourt (il più prestigioso premio letterario francese) nel 2009 con Trois femmes puissantes. Molti dei suoi romanzi sono tradotti in italiano, tra i quali: Il pensiero dei sensi (Marsilio, 1993), In famiglia (Anabasi, 1993), Tutti i miei amici (Baldini Castoldi Dalai, 2005), Rosie Carpe (Morellini, 2005), Fuori Stagione (Morellini, 2007), Voci femminili (Titivillus, 2009), Tre donne forti (Giunti, 2013), Le serpi (Cue Press, 2016), Ladivine (Giunti, 2016) e La cheffe. Romanzo di una cuoca (Bompiani, 2018).

Incipit

«Una diavolessa andava di casa in casa
e domandava:
“Dov’è il mio bambino? L’ho perso.
Avete visto il mio bambino?”»

Le parole degli altri

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Linus
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