Poema al razzismo ✏ Rahma Maccarone

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Riceviamo e pubblichiamo il “Poema al razzismo” di Rahma Maccarone, scrittrice e ricercatrice somalo-italiana, candidata al Dottorato in Studi Culturali e Africani presso l’Università di Georgetown. Rahma Maccarone studia le storie dei molti Afro-musulmani portati negli USA, nei Caraibi e America del Sud durante il diciottesimo e diciannovesimo secolo: per approfondire il suo lavoro, leggete qui e seguitela su Twitter come @RaMacca1. Senza indugiare oltre, per voi il “Poema al razzismo”. Buona lettura,

Poema al razzismo

Il razzismo è un cancro,
         che fa marciare l’anima dell’umanità,
Il razzismo uccide tutto,
È il cancro di tutte le società,
         Il parassita più feroce che tiene in ostaggio,
                                                                      tutta l’umanità
Frantuma l’anima e uccide l’essere
Dall’essere
         Dall’esistere…
         per questo,
         bisogna…re-sistere, sister,
         Esistere,
         per resistere.
         Resistere
         per esistere…

Il razzismo è marcio,
e si alimenta dell’odio per “l’altro”
Certo, è vecchissimo,
È da secoli che esiste,
e persiste,
anche se l’idea è una costruzione sociale
che serve per giustificare,
la nostra innata superiorità.
Come altro, se no, potevamo Noi,
nascondere la nostra inferiorità?
Noi, esseri così civili e avanzati dell’occidente,
che per ben 400 anni,
abbiamo schiavizzato il negro, con la g in mezzo
Ci stava proprio sulla gola!

Noi che per ben 400 anni,
abbiamo schiavizzato “l’altro”
abbiamo succhiato come delle sanguisughe,
tutto il sangue di quest’altro,
arricchendoci del loro schifoso sudore,
costruendo città intere…
           case bianche, tinte di nero,
E ingrassando con i loro frutti e tecnologie.

Stuprando l’Africa, però
Abbiamo stuprato nostra madre
           -Pacha Mama
                       -Mama Afrika.

Saccheggiandola,
abbiamo rubato a noi stessi la capacità di amare,
Violandola,
l’abbiamo messa incinta
E adesso noi, bastardi,
            li dobbiamo raccogliere,
            i frutti del nostro duro lavoro.

Dobbiamo guardarci allo specchio
Per vedere chi è quest’altro,
           macchiato di nero o sporco di bianco?
Dobbiamo scoprire che quest’altro siamo noi stessi.
Perché, per troppo tempo, abbiamo:
Catturato
Affogato
Stuprato
Stuprato
Stuprato
Stuprato
Stuprato
Strangolato
Impiccato
Impiccato
Impiccato
Negato
Umiliato
Alienato
Schiacciato
Bruciato
Cacciato
Legato,
Assassinato
Calciato
Picchiato
Invisibilizzato sempre, e infine
Messo sotto il nostro ginocchio
Asfissiandolo per 8 lunghissimi minuti.







… 

May you all, my brothers and sisters, rest in peace.

Per approfondire, consigliamo un thread di articoli proposto da Afroitalian Souls su Twitter: qui.✎

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